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Back from Incredible India

Dopo tre settimane di esplorazione dell’India sono servite quasi quattro setimane di meditazione per fare un bilancio del viaggio, e soprattutto per tornare a scrivere post. Nessuna definizione può rendere giustizia a ciò che l’India è, e sta diventando. Dire che ci sono degli estremismi in tutto ciò che si vede, si mangia, si sente e si vive è quasi banale. Dall’India si è travolti e cambiati nel profondo. Sull’account di Flickr stiamo lentamente postando le 4000 foto fatte; che di sicuro riusciranno almeno un po’ a rendere l’idea, ma vorrei provare a spiegare questi estremi con due situazioni opposte nel mondo della comunicazione:

  • Lo stile Bollywood che pervade le TV e sottolinea le velleità di sviluppo e superpotenza dell’India ipertecnologica del futuro. Hero Honda festeggia i suoi 25 anni con uno spot da tre minuti, 8 celebrities (gli attori Hrithik Roshan e Priyanka Chopra; i giocatori di cricket Virendra Sehwag, Gautam Gambhir, Ishant Sharma, Irfan Pathan e Suresh Raina; il campione di tiro a volo Rajyavardhan Rathore) e due mesi di shooting in 5 location diverse. Il costo: 20 milioni di Rupie.

  • Le affissioni nei villaggi e nelle piccole città vengono dipinte a mano, sulle case dei più poveri, che non potrebbero permettersi la tinteggiatura delle pareti di casa. Sempre a mano vengono dipinte le insegne sui negozi. La moneta è il baratto.

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Faces in the World

Il progetto Faces sta cercando di creare la più grande istallazione artistica dispersa per il mondo. Non solo eventi sparsi sul territorio ma anche il passaparola online. A Riva del Garda ho trovato questi due ritratti che posto con molto piacere. Sono volti sereni che mi strappano un sorriso! Spero che questo post possa essere d’aiuto al progetto di Giuseppe Piro e del suo team d’artisti: un’arte libera e crossmediale è un desiderio realizzabile.

Face n.2013

Face n.2013


Face n.12061

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Blogfest 2008: il mio personale bilancio.

Mi sono presa qualche giorno, prima di scrivere questo post, per ragionare a freddo su come è andata la Blogfest di Riva del Garda. Il lato positivo è stato quello umano, nel senso tradizionale del termine; c’era molta gente interessante da incontrare e con la quale parlare degli argomenti più diversi; non sono mancate le feste e gli appuntamenti divertenti come il BeautyPitStop di Donna Moderna. Il lato critico, per non dire negativo, è stato quello dei contenuti. Nessuna idea veramente interessante nel fashion camp e nel food camp (ammetto di non averlo seguito tutto) ma soprattutto argomenti vecchi e stra sentiti al convegno/conferenza “L’informazione in formazione” che non ha nemmeno dato la possibilità di replica alla platea.
Un disscorso a parte sarebbe da fare per l’incontro con Bernabè: non c’ero, ma gli interventi e le domande che sono state riportate dai vari media, mi sono sembrati veramente di un livello inadeguato.
Un peccato! Un’occasione mancata per i blogger italiani per costruire un dialogo, mi permetto di dire tra noi, e con l’esterno (grandi aziende e media tradzionali). C’erano tutti i presupposti giusti, ma oltre al tempo forse qualcos’altro non ha funzionato; sembra che la rete al contatto con la realtà non riesca ad esprimersi al meglio.

A Riva del Garda le conversazioni ritrovano la voce

Della rete si è scritto e detto tutto; da quando è nata ogni secondo della sua vita ha creato una teoria scritta da amanti e una scritta da detrattori. Si diventa stupidi, si legge in modo diverso, ci si isola dalla vita reale, si sdoppia la personalità ma anche ci si informa di più, si ricrea una nuova vita sociale etc etc.
La cosa forse più interessante però è che la vita sociale ha deviato le sfumature, insite in ogni relazione, nella direzione del silenzio. Le conversazioni in rete sono silenziose: non c’è il suono della voce, non c’è la mimica facciale, non si misurano più i gesti eppure la percezione è di avere molti più amici e contatti; di dire molto di più.
La Blogfest fa ritonare le relazioni alle passate tradizioni: la festa, il sorriso, il bacio e il saluto.
I blogger diventano più umani, svelano la loro natura e il risultato per paradosso è una nuova forza per la rete.
Dal passato al presente con una soluzione di continuità verso il futuro.

Twitter: la sintesi in un video

Ho trovato sul blog di Fallon Planning questo post con un video che esprime un concetto molto simile a quello che avevo postato circa un mese fa.
Godetevi il video

Il linguaggio della rete: andata & ritorno

La rete è ormai sinonimo di innovazione dei linguaggi, degli stili di vita, dei prodotti, delle marche e l’elenco potrebbe essere infinito. Una delle sfaccettature più interessanti però è data dalla sua capacità di rielaborare dinamiche relazionali storiche e tradizionali. L’esempio più chiaro di questo assunto sono i social network e la loro struttura ramificata di gestione delle conoscenze, che non è in sè nuova ma semplicemente sposta la “vecchia rubrica” nel mondo virtuale, e la collega all’instant messaging.

E’ stato un percorso lungo ed elaborato sebbene apparentemente potrebbe sembrare breve. Dal telefono fisso con la rubrica degli indirizzi e dei numeri scritta a penna all’elenco dei contatti nel cellulare e nella casella mail, per arrivare ad aggregare il tutto in Facebook per gli amici, in Linkedin o in Plaxo Pulse per il lavoro, ma senza mai cambiare la logica della conoscenza diretta e reale come punto di partenza della relazione. Creato l’account si contattano persone che hanno avuto un posto nella nostra vita reale per semplificarci la vita in termini di organizzazione e gestione, ma non si amplia veramente il network e la dinamica relazionale – almeno in partenza – è la stessa che muove l’uomo da sempre. Si aggiungono più occasioni di scambio – la chat, la mail, il gruppo – e al contempo anzichè diminuire il contatto con la vita reale aumenta attraverso il recupero dei compagni di scuola di cui si erano perse le tracce o degli amici d’infanzia. Questo stretto legame con la realtà, non solo come luogo ma anche e soprattutto come fonte di valori e contenuti dai quali attingere è il vero valore aggiunto della rete che da non-luogo diventa luogo a tutti gli effetti.

A wisp for Tibet: il blog

Dopo il contatto con gli atleti, l’interessamento della stampa e di Radio Deejay sta per nascere il blog di A Wisp for Tibet con tutti gli aggiornamenti. Seguiteci!

Twitter

Sono rimasta lontana per molto tempo da Twitter, a causa del concetto di voyeurismo che pensavo fosse insito nella struttura followers/following, e della barriera etica e psicologica che mi creava l’idea di rispondere alla domanda “What are you doing?”; poi ho ceduto alle insistenze altrui.

Ho scoperto un social media potente e interessante, che in realtà non si basa sul morboso interesse per l’altrui privacy ma esattamente sul suo opposto, sul filtro che ognuno pone alla presenza della sua vita in rete: io twitto nel momento esatto in cui voglio far entrare la mia vita reale nel mondo virtuale e soprattutto nell’altrui vita. Ciò porta Twitter a essere un flusso continuo di vita, una sorta di ipervita che realizza l’umano desiderio di fissare l’attimo e renderlo eterno.

Su Twitter la vita scorre e la dinamica “cogito ergo sum” si trasforma in “twitto quindi vivo”. Potrebbe sembrare un paragone irriverente o forse fin troppo banale, ma in realtà è la sintesi della ri-definizione dell’individuo e soprattutto del suo sistema di relazioni sociali. L’instant messaging e Facebook sostituiscono sistemi di comunicazione complessa mentre Twitter ne crea uno ex novo.