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Il Piacere Vero di fare la spesa.

 

Domani sera a Milano c’è l’evento “Web QB” di Voiello e i blogger si sfideranno ai fornelli; io non sarei minimamente in grado ma da quando Ialla cucina a casa la mia passione per la spesa è aumentata.

Anche fare la spesa è un piacere, soprattutto se le si da il profondo significato di scoperta. Non significa vagare tra le corsie di un supermercato come un automa ma fare attenzione ai dettagli, essere curiosi, trovare i negozi giusti, creare una relazione con i negozianti, valutare la qualità e la tipicità di ciò che si compra. Se poi si parla di prodotti freschi allora c’è anche tanto da imparare sulla stagionalità, il livello di maturazione e le proprietà nutritive.

Chi fa la spesa nella mente ha la ricetta da cucinare o già cucinata e, se è lontano da casa, sa cosa vorrebbe portarsi a casa; quali sapori, quali ricordi, quali prelibatezze e quali tradizioni.

Per me tutto questo è piacere vero, quasi paragonabile a quello palatale del piatto che poi verrà cucinato.

Le mie ultime due spese speciali sono state:

A Milano per la domenica enogastronomica di Via Paolo Sarpi: funghi porcini da D’ambrosio; prosciutto San Daniele affumicato (nebrok) da La Baita; Gewuerztraminer Domenico Armani, gianduiotti Monteccone e Gazzosa Lurisia alle cantine Isola; origano secco a rametti La Cosentina, Tagliatelle fresche e Torta Nocciola Piemonte senza farina del Pastificio Cavagnolese (Torino).

A Spello per la gita dai suoceri: olio novello Piasentin, risina Cuore Verde, prosciutto umbro tagliato a mano, salsiccette di cinghiale e di maiale, pecorino del pastore e crema tartufata da Righino in Piazza Cavour e pane in Via Giulia.

Sofia 48 ore andata e ritorno.

Complice un viaggio in Bulgaria, la scorsa settimana, il blocco della scrittura di post senza scomparso, o quasi.
La Bulgaria è una nazione per la quale non avevo mai provato un particolare interesse o meglio “una sorta di nazione dimenticata”: non se ne parla, non se ne legge e si conosce a malapena il nome della capitale, Sofia.
Ci sono stata e ho scoperto una nazione singolare e che mi ha incuriosito. Geograficamente si affaccia sul mare ma ha anche delle montagne sulle quali è possibile fare escursioni e sciare (anche in notturna).
Politicamente era molto vicino all’URSS e sta cercando di trovare il proprio equilibrio con l’Europa senza per ora avere l’Euro come moneta (2 Leva = 1 Euro)
Linguisticamente e culturalmente è la patria del Nobel Elias Canetti, usa i caratteri cirillici e ha una lingua molto simile al Russo.
Al di là di queste nozioni da Wikipedia ho vissuto tre esperienze uniche e che porterò con me:

1) Mi hanno regalato un Martenitsa, spilla o bracciale tradizionale con fiocchi rossi e bianchi da indossare per ottenere salute e felicità con l’arrivo della primavera. Si indossa il primo Marzo e va appesa all’albero più vicino quando si vede la prima cicogna della stagione. Non ho ancora visto la cicogna quindi per ora lo conservo!
Martenitsa

2) Ho mangiato una Banitsa in un ristorante di design che si chiama Checkpoint Charlie. Se andate a Sofia dovete assaggiarla; sembra un panzerotto gigante ma la pasta è una sottilissima sfoglia e all’interno c’era della ricotta calda e freschissima.
Banitsa
E adesso ho trovato anche la ricetta per provare a farla qui in Italia.

3) Ho conosciuto delle persone davvero smart in Leo Burnett Sofia e questo è un esempio di quello che sanno fare.


(Grazie Svetoslav Todorov per avermi mandato il file)

Tre esperienze che porterò con me sperando di tornare a esplorare un altro pezzo di Bulgaria.