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Il luogo non luogo: l’aeroporto.

L’aeroporto è simbolo di una realtà transitoria e non definibile; se a questa indeterminatezza si aggiunge il mix di sentimenti e pensieri che si scatenano nella mente umana in relazione al viaggio e ancor di più all’aereo, risulta evidente quanto le dinamiche comportamentali e di acquisto siano in questo luogo totalmente scardinate.
In aeroporto sale la soglia di attenzione verso l’ambiente circostante sia per la percezione dilatata del tempo (anche quando si è di fretta) sia per il percorso obbligato di check-in/controllo/boarding che richiede una strutturazione razionale del comportamento.
La conseguenza di questo meccanismo è da un lato la crescente necessità di essere “coccolati” e aiutati da una molteplicità di servizi e dall’altro un maggior interesse verso ogni forma di comunicazione.
L’aeroporto si presenta quindi come il luogo ideale per i brand per creare un nuovo tipo di relazione con le persone; per far esplodere il trend perkonomics anche e soprattutto con vantaggi non strettamente legati ai prodotti di competenza ma a servizi aggiuntivi che possano avvicinare in modo empatico le persone e creare il giusto contatto “umano”.
Settimana scorsa ho viaggiato e creato una photo gallery di esempi interessanti:

Aeroporto di Linate - distributore automatico di calzini

Aeroporto di Linate - distributore automatico di calzini


Aeroporto di Francoforte - Il carrellino è gratis grazie allo sponsor

Aeroporto di Francoforte - Il carrellino è gratis grazie allo sponsor


Aeroporto di Francoforte - I fumatori non sono discriminati

Aeroporto di Francoforte - I fumatori non sono discriminati


Aeroporto di Francoforte - Quotidiani tedeschi e americani per riempire l'attesa

Aeroporto di Francoforte - Quotidiani tedeschi e americani per riempire l'attesa


Aeroporto di Francoforte - Se non vuoi andare al bar, il bar viene da te!

Aeroporto di Francoforte - Se non vuoi andare al bar, il bar viene da te!

Shopper marketing quale futuro?

Negli Stati Uniti Nielsen ha sospeso PRISM la ricerca, in fase sperimentale, per creare dei metrics all’interno dei supermercati. Le cause principali della sospensione sono state la fuoriuscita di WallMart dal progetto e la crisi economica americana.
Non è tanto l’annullamento di una ricerca che mi fa pensare ma la scarsa considerazione che, in generale, i marchi e le concessionarie media (che dovrebbero fare anche da consulenti) hanno del cosiddetto punto vendita che io preferisco chiamare in modo più familiare e tradizionale “negozio”.
Non contano le dimensioni, il monomarca o il multimarca, l’iperstore o il department store; ciò che conta è il valore dell’esperienza dell’acquirente.
Il negozio è un palcoscenico con una scenografia esteticamente perfetta; dove pochi attori attendono l’arrivo dell’attore protagonista; colui che varcherà la porta e con lo squillo di un campanellino darà inizio allo spettacolo. Uno spettacolo in sè unico ogni volta: personale, intimo, estremo, divertente ma soprattutto affascinante. Uno spettacolo che fa entrare il protagonista in un mondo nuovo e che dovrà essere a tal punto memorabile da non voler rimanere solo un ricordo ma un’esperienza da vivere e ri-vivere ogni volta.

Pubblicità e musica.

Volvo XC60 on air in Italy con “It’s only you PartII” di Salem Al Fakir come soundtrack. Immagini e musica in un sincro perfetto.
Ecco lo spot e il video di Salem.